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S.
Maria Madre del Redentore
Il
disegno e la realizzazione furono affidati nel 1987
all’architetto Pierluigi Spadolini. L'aspetto iniziale da
considerare nella prospettiva architettonica fu quello
dell'altezza, in maniera che la struttura si stagliasse sulle
case basse del vecchio quartiere retrostante e non fosse confusa
con l'impersonalità delle "Torri" in costruzione.
La
pianta è stata, secondo il progettista, l'elemento più
difficile da realizzare. Per evidenziare un carattere sia
individuale che comunitario egli sceglie una forma
centralizzata. Lo spazio, sgombro e circoscritto entro un
perimetro a losanga, è studiato per permettere a ogni fedele di
avere una visione sempre equidistante dall'altare.
L'elemento
basilare di ogni chiesa, la Croce, non è né scolpita né
dipinta ma i suoi contorni sono disegnati dai due pinnacoli. In
realtà è la luce a darci l'idea della forma.
Camminando
verso l'ingresso si dovrà salire attraverso un sagrato molto
ampio, una vera piazza. L'occhio di chi entra è catturato
dall'imponente crocifisso che si staglia fino a quasi 15 metri
di altezza e viene posto in rilievo dalla luce che si irradia
dall'alto nella parte posteriore.
La
Croce riproduce un albero, su cui il "Signore Nostro Gesù
Cristo" Crocifisso non è rappresentato deceduto o
agonizzante, ma vive ieraticamente.
Ai
piedi della croce ci sono Maria e Giovanni i cui volti sono
trattati dall'artista con le fisionomie di papa Giovanni Paolo
II e di Madre Teresa di Calcutta.
Croce
e altare sono posti sull'asse centrale della Chiesa e
richiamandosi vicendevolmente si coinvolgono nel panorama
cromatico dei colori e delle luci. Il Pulpito, posizionato a
sinistra del tabernacolo, non è un semplice leggio ma un vero e
proprio luogo di natura spirituale visibile ed elevato che
rappresenta un'icona tridimensionale.
Le
colonne che lo sostengono sono tutte diverse tra loro e il legno
di cui sono composte le fa apparire come una foresta di alberi
dissimili in cui solo uno trionfa, divenendo sostegno per il
Libro Omiletico della Parola.
S.
Tommaso d’Aquino
L'architetto
Vittorio de Feo ha progettato la cappella universitaria
dedicata a S.Tommaso d'Aquino.
Seppure
compatto, il blocco della cappella è articolato in una serie di
episodi che attribuiscono all'edificio una configurazione
consona all'importanza del tema.
Di
rilievo sono gli ingressi della cappella: quello minore è posto
lateralmente all'edificio, è segnato da una copertura a timpano
ed è sfruttato per gli ingressi dei giorni feriali; quello
principale è connotato dalla presenza di due volumi cilindrici,
uno pieno e l'altro porticato sormontati l'uno da una cupola e
l'altro da una guglia conica.
A
sinistra dell'ingresso vi sono le raffigurazioni degli angeli.
Internamente lo spazio è scandito dalla successione di
vestibolo, atrio, navata e presbiterio che risultano
distinti ma non separati tra loro. Rispetto al corpo
dell'edificio la navata è ruotata di 30° e le differenti
angolazioni dell'asse di impianto dell'edificio e di quello
dell'aula, sono mediate da una balconata continua che
avvolge quasi tutta la navata e il presbiterio.
Quest'ultimo
accoglie l'Altare, il Tabernacolo, la Croce, il Seggio in lato
Epistola, l'Ambone in lato evangelo, e le credenze di servizio.
In
uno spazio semicircolare a sinistra della navata troviamo
l'organo e la Schola Cantorum.
La
luce proveniente da una vetrata protetta da un ombrosa loggia e
dai lucernari posti sul soffitto ravviva i rapporti spaziali.
Il
presbiterio è illuminato da un'ampia finestra crociata
con vetri colorati che ne accentuano l'atmosfera religiosa.
Santuario
di N. S. di Fatima
Il
progetto realizzato dall'arch. Monardo, che prospettava la nuova
edificazione come una grande tenda distesa sui fedeli e
proiettata verso il cielo, fu approvato nel 1969, e l'anno
successivo sotto la direzione degli ingegneri Piro e Belisario
iniziarono i lavori di costruzione.
La
struttura fu inaugurata ufficialmente il 13 maggio del 1979.
L'interno
è caratterizzato da una soffusa luminosità policroma
determinata dalle vetrate realizzate dal P. Ugolino, frate
cappuccino.
Al
centro del Santuario, sul Presbiterio, è risaltato il
Tabernacolo di color dorato, opera dello scultore milanese
Montagutti, raffigurante l'Angelo apparso ai tre pastorelli che
porge l'Eucaristia.
Sul
lato destro del Presbiterio, a fianco dell'Ambone, il grande
Crocifisso abbraccia l'assemblea, mentre sulla sinistra, posta
sul piedistallo di bronzo che richiama il leccio, la candida
immagine di Nostra Signora di Fatima invita i fedeli alla
preghiera.
I
due amboni e il tronco che sorregge la Madonna sono opera dello
scultore Airaldi Giovanni Battista, di Genova. Lo spazio
circostante è definito dalla bella via Crucis che partendo
dagli avvenimenti dell’Ultima Cena accompagna il Signore fino
al mistero della Resurrezione. È stata realizzata in metallo
dallo scultore Gabriele di Jagnocco.
Prima
di giungere al Santuario si incontra la Cappella
dell’Adorazione dedicata ai piccoli Beati di Fatima.
Il
portale rappresenta gli eventi che nel 1917 furono un richiamo
alla vita cristiana più autentica.
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and Breakfast Mattia Via
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